Loading
Gommalacca Teatro, Aware

Gommalacca Teatro, benvenuti a bordo di Aware

Definirlo semplicemente teatro sarebbe riduttivo.

L’Italia è ricca di piccole realtà culturali dal forte spirito innovativo. La loro visione si incanala in territori apparentemente definiti, creando nuovi linguaggi. Gommalacca Teatro ne è un esempio potente, con la sua capacità di combinare teatro, performance ed educazione.

La compagnia teatrale, che ha scelto un’area periferica di Potenza, capoluogo della Basilicata, come proprio quartier generale, sarà protagonista del programma culturale di Matera 2019 con un proprio progetto.

Per saperne di più abbiamo incontrato Carlotta Vitale e Mimmo Conte, gli instancabili fondatori, all’ombra del Parco Miralles, la cosiddetta “nave” di Rione Cocuzzo. Per ascoltare un racconto fatto di impegno, ricerca, e tanta, tanta immaginazione.

Il vostro progetto fa leva su un’immagine forte, una nave che attraversa la Basilicata per raccontarne l’identità. Qual è l’origine di questa idea?

parco miralles, rione cocuzzo
Potenza, Rione Cocuzzo – Parco Miralles

Nasce prima di tutto dalla necessità di rispondere alle richieste della Fondazione Matera – Basilicata 2019. Nel 2017 decidemmo di rispondere alla call destinata agli operatori culturali lucani. Tra i progetti a cui era possibile aderire, la nostra attenzione cadde subito su Circulating Entities, inserito nel Dossier di candidatura di Matera 2019 nell’ambito del cluster Radici e Percorsi.

La sfida lanciata dalla Fondazione era trovare un modo per far circolare la cultura, all’interno e all’esterno dei confini regionali. Traendo spunto dal maestro ferrandinese Antonio La Cava, che con il suo Bibliomotocarro porta sapere nei paesi più periferici della Basilicata. In questo momento il nostro sguardo si apre su un’opera incompiuta, una grande “nave” in cemento circondata da palazzi. Quale simbolo migliore di un Sud maestoso e potente che però stenta a decollare?

La nostra nave si spingerà lungo il percorso che collega Potenza e Matera, la Basentana, come una vera sonda culturale. Vogliamo andare oltre l’immagine rurale della Basilicata, per raccontare la sua vera anima.

Il progetto si compone di diverse fasi. La prima consiste nella realizzazione di un vero e proprio studio etnografico delle comunità, per identificarne i caratteri identitari. Come si svolgerà la ricerca?

Il nostro obiettivo è rivolgerci a chi solitamente non va a teatro. Per farlo, coinvolgeremo sin dal principio gli abitanti dei comuni dislocati lungo la Basentana.

Il percorso di studio si svolgerà lungo un tracciato in cinque tappe. Partiremo da Potenza per arrivare ad Albano di Lucania. Passeremo poi a Calciano, Garaguso e Oliveto Lucano, per approdare a Ferrandina. Arriveremo poi a Matera, rimanendone volutamente ai margini. Un percorso che si propone di incontrare le comunità più esposte, quelle in cui si cela la vera anima della Basilicata.

In collaborazione con ReCollocal, piattaforma di rigenerazione urbana e territoriale dal basso, andremo qui a raccogliere le identità, i volti, le parole, i bisogni, i desideri e le paure di chi vive in questa porzione di regione. I materiali confluiranno in un’opera drammaturgica, oggetto nell’estate del 2019 di un viaggio / tournée, che si svolgerà proprio a bordo di Aware.

Avete battezzato la vostra nave Aware, parola giapponese che esprime partecipazione allo spettacolo della natura e nostalgia per il suo mutamento. Che legame ha con il territorio e come verrà realizzata?

La Basilicata è una regione dai forti contrasti. Attraversarla vuol dire passare continuamente da luce a oscurità, come nota chi la percorre per la prima volta. Con Aware abbiamo l’ambizione di costruire un oggetto che sia ambasciatore di un’identità, e che riesca a lasciare un segno in ciascuno di noi.

Si tratta di un oggetto simbolico, ma anche molto concreto. Terminata la fase di studio, a ottobre ci sposteremo a Marsiglia per dare vita alla struttura in collaborazione con Les Ateliers Sud Side, specializzati nell’ideazione e creazione di grandi macchine sceniche. Alla fine del 2018 torneremo a Potenza per la messa a punto finale.

L’inizio del viaggio avverrà tra giugno e luglio del 2019, e toccherà le stesse comunità coinvolte nella fase di studio. Un racconto urbano a cinque tappe, che si chiuderà a Matera, intesa quale porto sull’Europa. Dopo Matera, il nostro obiettivo, infatti, è di portare Aware al di fuori dei confini dell’Italia.

Con i ragazzi del laboratorio La Klass, guidati da Philippe Moutte, un piccolo pezzo di Aware ha preso corpo qualche giorno fa in una prova molto divertente. Che livello di partecipazione avete già avuto modo di testare sul territorio?

La Klass, Gommalacca Teatro
Il laboratorio di ricerca scenica La Klass

Con Gommalacca utilizziamo il teatro per lavorare sul potere empatico e sull’empowerment individuale. Grazie a questo approccio abbiamo una comunità solida, che sta rispondendo molto bene.

Ma il nostro obiettivo è andare oltre chi già ci conosce. Per farlo useremo la contaminazione dei linguaggi, andando oltre il teatro. Per colorare la nave, ad esempio, coinvolgeremo lo street artist  Massimo Sirelli.

Matera 2019 in tre parole. Cosa sarà per Gommalacca Teatro?

Si tratta senza dubbio di una grande opportunità. Poi, fatica, intesa in senso positivo. Come spinta a fare sempre meglio. Ma, soprattutto, di una sfida, per noi e per tutti i project leader coinvolti in quel processo di co-creazione che è Matera 2019.

Il 21 e il 22 aprile Aware inizia il suo percorso con il suo primo viaggio alla scoperta del territorio lucano in compagnia di ReCollocal. Le passeggiate con gli abitanti si svolgeranno a Potenza e Ferrandina, per proseguire fino al mese di settembre.

Gommalacca Teatro sarà anche a Pvlovdiv, Bulgaria, Capitale Europea della Cultura 2019 insieme a Matera.

Photo Credit: Gommalacca Teatro