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Rapporto Coop 2016: gli italiani e i loro cambiamenti

Ogni anno la Coop pubblica un report annuale che racconta gli italiani e i loro cambiamenti.

Ecco il quadro che ne emerge dall’ anteprima digitale online del “Rapporto Coop 2016–  redatto dall’Ufficio Studi di Ancc-Coop (Associazione Nazionale Cooperative di Consumatori) con la collaborazione scientifica di Ref. Ricerche, il supporto d’analisi di Nielsen e i contributi originali di Iri Information Resources, GFK, Demos, Nomisma e Ufficio Studi Mediobancrapporto 2016.

Tra tradizione e innovazione

Gli italiani descritti sono più vecchi e più soli, più poveri e disuguali, ma dopo la resilienza alla crisi, sono diventati più green e smart, più clean e healty. Infatti, possono essere considerati tra i più innovativi e sperimentali d’Europa.

Le energie rinnovabili e internet rappresentano le dimensioni che nel prossimo futuro avranno maggior peso nella vita di tutti i giorni. I giovani credono nella famiglia, e nella società immaginata c’è spazio per l’integrazione degli immigrati e per una partecipazione collettiva più moderna.

Sharing economy e Second Hand economy

Primi in Europa sul fronte sharing economy, gli italiani ne apprezzano i benefici: la possibilità di risparmiare denaro (in qualità di utente) e di avviare attività micro imprenditoriali senza l’intermediazione di altri soggetti (nelle vesti di fornitori), così come il sentimento di appartenenza ad una community e l’attenzione all’ ambiente che vengono associati al consumo collaborativo. L’Italia è il primo paese al mondo ad aver avviato un inter normativo – lo “Sharing economy Act- per disciplinare la piattaforma digitale come strumento per la condivisone di beni e servizi.

Non solo la volontà di risparmiare, ma l’esigenza di liberarsi del superfluo e rinnovarsi hanno spinto la “Second Hand economy” versi un volume d’affari di 18 miliardi l’anno, paria a l’1% del Pil, di cui il 38% è generato online.

I Consumi

Gli acquisti di sostituzione e disponibilità di credito hanno portato le famiglie a concentrarsi su auto e beni durevoli le loro possibilità di spesa, contemporaneamente le risorse aggiuntive sono state detratte ad altri ambiti di consumo (alimentare e abbigliamento, tra gli altri).

Segnali di rafforzamento dei consumi verso alcuni comparti dei servizi, soprattutto quelli legati all’ intrattenimento extradomestico e il turismo, che hanno beneficiato  delle spese degli stranieri in Italia.

La diffusione di app tecnologiche e ai nuovi comportamenti derivanti, infine, ha reso il consumo sempre più gratuito: dalle comunicazioni alle informazioni, dal tempo libero ai servizi. “La rete e le tecnologie digitali hanno dissolto circa il 2% della spesa ovvero 20 miliardi di euro. Una famiglia può arrivare a risparmiare fino a 1.400 euro l’anno”.

Per poter scaricare l’anteprima online del Rapporto Coop 2016 clicca qui.