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Gli scarti alimentari, risorsa per la moda ecosostenibile

Gli scarti alimentari rivoluzionano l’industria tessile, è questo la nuova tendenza della moda ecosostenibile.

Gli scarti alimentari, infatti, diventano risorsa per creare tessuti adatti all’abbigliamento e all’accessorio moda di qualità e in grado di salvaguardare, oltretutto, l’ ambiente.

Tanti i brand e i progetti nel Mondo che si muovono in questa direzione. L’Italia, patria dell’eccellenza della moda, del design e della qualità mediterranea degli alimenti non poteva stare a guardare. Un’opportunità, per il nostro Paese, per creare un circolo virtuoso che unisce la ricerca della qualità dei tessuti e la sostenibilità ambientale che noi pensiamo debba essere colta con entusiasmo.

Ecco due esempi di tessuti Made in Italy ricavati da scarti alimentari:

Orange Fiber – tessuto sostenibile da agrumi

È il primo brand al mondo che utilizza scarti degli agrumi per la realizzazione di tessuti sostenibili. O meglio, Orange Fiber ricava il suo tessuto dal pastazzo d’agrumi, cioè il sottoprodotto di scarto ottenuto dalla produzione industriale di succhi di agrumi. Pensate che ogni anno ne vengono prodotte 700.000 tonnellate.

Il processo produttivo brevettato da Orange Fiber permette di estrarre la cellulosa dal pastazzo di agrumi adatta alla filatura. Il tessuto ricavato è simile alla seta e può essere stampato e colorato, oltre che può essere usato insieme ad altri filati come avviene con i tessuti tradizionali.

Tessuti di qualità che hanno permesso di creare la prima collezione moda grazie alla casa di moda italiana Salvatore Ferragamo, che ha così omaggiato la creatività mediterranea.

Wineleather – La pelle dagli scarti della vinificazione

La prima pelle vegetale ottenuta dal trattamento delle fibre e degli olii ottenuti dalla vinaccia, formata da buccia, semi e raspi d’uva ricavati dalla produzione vincola.

Qualche numero per capire l’entità delle risorse a disposizione: ogni anno si producono 26 miliardi di litro di vino nel mondo da cui si ricavano 7 milioni di tonnellate di vinaccia utili per poter produrre 3 miliardi di metri quadri di pelle vegetale l’anno Wineleather.

La pelle ottenuta dall’ innovativo processo produttivo ha le stesse caratteristiche sensoriali, meccaniche ed estetiche della pelle tradizionale con bassi costi di produzione ed è utilizzabile per l’abbigliamento, gli accessori, l’arredo, il packaging e l’automotive&trasportation.

Una innovazione questa che non è passata inosservata, infatti sono vincitori del Premio Global Change H&M – premio internazionale dell’economia circolare e dell’innovazione nel fashion business. L’anno scorso lo aveva vinto Orange Fiber, mica male per l’Italia…

… è questa la nuova frontiera del Made in Italy? Noi di BrandEssere ci crediamo.